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giovedì 2 dicembre 2010

Se Fassino deve essere, almeno che vinca le primarie.

Non sono dentro i giochi della politica torinese e non sono nemmeno un esperto del settore, però mi sembra che la corsa per il nuovo sindaco di Torino, nel campo che più mi sta a cuore, stia partendo nel peggiore dei modi.
Premetto di non avere niente di personale contro Fassino. Non è una questione di nome. Però ci sono degli elementi nella sua quasi certa designazione a candidato sindaco che proprio non mi vanno giù.
Mi auguro che gli amici che più di me sono dentro questo fantastico mondo possano darmi qualche delucidazione. Dandomi del cretino, se necessario, ma chiarendo una volta per tutte (e per tutti) i miei dubbi.

1. Pura e semplice questione anagrafica.
Il Chiampa finisce il suo mandato di sindaco all'età di 61 anni. Quindi il primo mandato l'ha iniziato a 51. Ora dovrebbe succedergli  una persona che di anni ne ha 62 (o giù di lì). Domanda: che visione del futuro può avere una persona di 62 anni che terminerà il suo mandato a 67? Può incarnare le aspettative di futuro dei giovani uno che potrebbe essere il loro nonno?
2. Questione di storia.
Fassino (ma, ripeto, lo stesso ragionamento vale per chiunque altro nella sua stessa condizione) è in politica da quanto.. quaranta anni? Allora, a prescindere, non sarebbe il caso di lasciare il posto a qualcun altro? Che immagine può dare il PD: di un partito che punta al futuro o di un partito che guarda al passato? Non potrebbe, il partito, chiedere a Fassino e a tutti i big nella sua stessa situazione, di mettere la loro esperienza, indubbia, a servizio di qualche volto nuovo?
3. Questione di apertura.
Mi viene in mente l'immagine dell'acqua che defluisce da una vasca da bagno... avete presente? Ad un certo punto crea un mulinello e viene risucchiata dallo scarico. Risultato: l'acqua sparisce dalla vasca. Quest'immagine mi sembra perfettamente calzante alla situazione del PD in questo momento.
Prima qualcuno dice: puntiamo su Profumo, perchè può attrarre la società civile. Almeno quella parte di società civile intenzionata ad impegnarsi e che vede i partiti (uno in particolare) come degli organismi che si stanno avvitando su se stessi, lontani dalla realtà, dilaniati dalle lotte intestine.
Poi succede che proprio le lotte intestine al partito fanno dire "ciccia" al Rettore del Poli.
Così quel barlume di apertura che si era intravisto con la richiesta a Profumo si chiude di brutto con la richiesta a Fassino: anzichè mettere il tappo alla vasca si allarga il buco dello scarico.
Ora, quella parte di società civile di cui sopra, non avrà tutti i suoi validi motivi per fare una pernacchia al candidato sindaco Fassino?
4. Questione di metodo.
Questa è quella che più di tutte le altre mi sta sul groppone. Niente primarie? Anche Profumo aveva posto questa condizione, che infatti era l'unica delle tre che non condividevo della sua ormai famosa lettera. Niente primarie. Ma stiamo scherzando? Vogliamo proprio buttare alle ortiche un'ottima occasione per sentire le idee che hanno da proporre le persone che si vogliono candidare a sindaco per il centrosinistra? Vogliamo gettare nella spazzatura un'occasione d'oro per incontrare la società, per collegarci ad essa, per interagire con essa e tirarne fuori un progetto condiviso per la governance della città nei prossimi anni?
Ma siamo matti?
 
Ecco, questi sono i dubbi che ho sulla scelta di Fassino a candidato sindaco di Torino. Ripeto ancora una volta: non è una questione di nome. Gli stessi ragionamenti varrebbero per tutti gli altri cosiddetti big nelle sue stesse condizioni.
Ma se alla fine della fiera sarà Fassino il candidato sindaco del cs, allora permettetemi di dire: che almeno vinca le primarie.

mercoledì 25 agosto 2010

Primarie si, primarie no, primarie fantasma...

Prendendo in prestito qualche verso di Elio e le storie tese (con una piccola modifica) si può dare un'immagine abbastanza confusa del momento politico italiano.
Confusa, si. E perchè mai dovrei avere le idee chiare io quando i big cambiano idea ogni 3x2?
Premettendo che è pura fantapolitica tardo-agostana, ecco alcuni pensieri personali sulla situazione.
Con un governo che di fatto non ha più la maggioranza per quel che riguarda quanto sta più a cuore a B. (la giustizia ad personam), l'opposizione si sta preparando. Si sta preparando? A cosa? Boh... sinceramente non l'ho capito. Se qualcuno può farmi sapere, lo ringrazio in anticipo.
Ma ammettiamo che a qualcosa si stia preparando.
 
Elezioni subito o governo tecnico-istituzionale-di responsabilità-come lo vogliamo chiamare-ecc...
Condivido l'appello lanciato da Flores d'Arcais che chiede un governo a tempo con l'obiettivo minimo e unico di riformare la legge elettorale e regolamentare seriamente il conflitto di interessi. Tuttavia mi chiedo: dove le troviamo le forze politiche che vogliano veramente regolamentare il conflitto di interessi? E cambiare la legge elettorale? Molti dei nostri politici sono corrotti, ladri, fannulloni, ma non sono mica stupidi!!! Chi glielo fa fare a questi di cambiare la legge elettorale quando con quella attuale hanno il posto garantito?
E il conflitto di interessi? Se B. ha in mano tutte le principali tv e l'informazione monterebbe su una campagna mediatica nella quale lui sarebbe la vittima e gli altri i carnefici... i "carnefici della libertà".
In sintesi non mi sembra questa una strada praticabile. In fondo l'avevo detto subito che l'immagine era confusa!
Allora? Spostiamoci a centrosinistra.
 
Primarie. 
Aaaaahhhh... a sentire questa parola qualcuno ha delle allergie, somatizza. Soprattutto nel PD.
A parte il fatto che sono scritte nello statuto del partito, secondo me sarebbero un'occasione straordinaria. E non solo per scegliere il candidato premier ma anche per scrivere il programma di governo. Scrivere, si, scrivere. Non presentare, proprio scrivere.
Ma ve li immaginate i candidati che girano per l'Italia e confrontandosi davanti alla gente e con la gente (le persone che vivono tutti i giorni i problemi sulle proprie spalle), sulla base di quel confronto, si impegnano pubblicamente -mettendolo nero su bianco- a fare le scelte che guideranno il paese? Il programma di governo sarebbe l'insieme di tutti questi impegni presi, sarebbe condiviso con i cittadini e strettamente verificabile.
Ah, chiaramente oltre al candidato premier con le primarie (stante l'attuale legge elettorale) si sceglierebbero anche i candidati parlamentari: chi prende più voti viene messo più in alto nella lista. Come si dice: fatta la legge porcata, trovato l'inganno! Per una volta sarebbe a fin di bene!!!
 
Coalizione. 
UDC? ApI? SeL? Rifondazione? Radicali? IdV? FLI? Come scegliere gli alleati? L'antiberlusconismo è un collante che tiene fino ad un certo punto. E poi non ha senso costruire una coalizione "contro qualcuno". Anche il valore numerico dei partiti vale fino ad un certo punto: vedasi l'UDC che in Regione non è servito a far vincere la Bresso. E allora?
Un manifesto etico per il governo dell'Italia sulla base del quale si forma la coalizione. Valori non negoziabili e non svendibili. Qualche esempio?
Lo Stato è laico. La scuola è pubblica. Mangano non è un eroe, semmai lo sono Borsellino e Falcone. Il lavoro è parte essenziale dell'essere umano (capito Marchionne?). La giustizia deve tornare ad essere uguale per tutti. I candidati a qualsiasi livello di governo devono essere puliti fin nelle mutande. Non deve essere possibile fare il premier e avere a disposizione tv e giornali. Gli stranieri vanno integrati e non respinti. I grandi evasori fiscali devono andare in prigione (dopo essere stati braccati e stanati fino in capo al mondo)... 
Cose del genere, semplici, dirette: capite che automaticamente non ci si può alleare con i vari Casini-Cuffaro, Rutelli, Fini ecc... E anche la Lega, perchè ogni tanto qualcuno le strizza un occhiolino di troppo.
 
E che volete da me? L'avevo detto che era un esercizio di fantapolitica!!!

Da ultimo, qualche personalissima considerazione sui nomi emersi finora come possibili candidati.
Bersani: secondo i sondaggi di IPR Marketing, per quel che valgono, è affidabile e competente e per questo sarebbero in molti ad avere fiducia in lui. Ma io lo vedo sempre girare con un'ombra sulle spalle, un macigno che non gli permette di spiccare il volo... Un macigno coi baffi.
E. Letta: di lui mi ricordo soprattutto la frase "è giusto che B. si difenda nei processi e dai processi". DAI processi??? E' giusto che il premier si difenda DAI processi, quindi che faccia di tutto per sfuggire alla giustizia? Per quel che mi riguarda la sua candidatura è bruciata.
Vendola: per come la vedo io ha qualcosa in più degli altri. E' una figura relativamente nuova che ha già sconfitto due volte i giochetti di potere nella sua regione. Proprio per questo motivo, e per la capacità che ha di arrivare a toccare l'anima delle persone con le sue parole, ha le carte in regola per riportare alle urne i tanti-troppi elettori di centrosinistra che negli anni non sono più andati a votare. 
Per contro, si dice, sposterebbe troppo la coalizione a sinistra e sarebbe inviso alla Chiesa per il fatto di essere omosessuale. 
Io credo che se la Chiesa ha qualcosa contro gli omossessuali, il problema sia nella Chiesa e non nei gay. E se lo manifesta ad ogni occasione è un motivo in più per lasciarla perdere. 
Sul fatto che sposti la coalizione un pò a sinistra siamo d'accordo. Ma non vedo dove stia il problema: ad oggi parlare di sinistra evoca sensazioni sgradevoli. Questo perchè B. ha fatto della demonizzazione della parola "sinistra" il suo cavallo di Troia per scendere in campo. Fumo negli occhi, perchè in realtà lui è sceso in campo per salvarsi il culo dai processi. Aveva bisogno di costruirsi un nemico e l'ha identificato nella sinistra. Quindi il problema "sinistra", di fatto, non esiste. E' una mistificazione fatta da B.
N. Zingaretti: è l'ultimo nome proposto dal Fatto Quotidiano. E' del PD, secondo il giornale di Padellaro amministra bene la Provincia di Roma, è pulito e ha idee. Potrebbe essere una bella sorpresa. E poi è il fratello del commissario Montalbano... non si sa mai ;-)
Chiamparino: è sempre tra i sindaci più amati e piace alla gente perchè appare una persona semplice, che sa ascoltare. Si è un pò stufato dei giochetti del PD ma anche lui in quanto a giochetti non scherza. E' del nord, fatto che potrebbe aiutare la coalizione a risalire un pò la china in terra padana. Non condivido alcune sue scelte (TAV e inceneritore in primis) ma la città sotto la sua guida è cresciuta. E non solo per la gestione olimpica.
De Magistris: con lui la giustizia italiana potrebbe avere almeno qualche chance per guarire. Tuttavia sono ancora da verificare le sue capacità amministrative. Non mi convince del tutto.
 
Ecco qua. Abbiamo giocato un pò con la politica. 
Se fossero questi i candidati alle primarie, al momento, sceglierei Vendola. 
Ma è presto per dirlo, bisogna prima ascoltare cosa hanno da proporre. Già, perchè nel frattempo non ci dobbiamo scordare che l'Italia sta vivendo la più grossa crisi della sua storia repubblicana. Crisi non solo economica ma anche politica, sociale e morale nella quale l'ha fatta sprofondare, principalmente, l'attuale classe politica (uno di loro in particolare). 
Che quindi è ora che si faccia da parte.

mercoledì 21 aprile 2010

Il maestro padano


Le recenti elezioni regionali ci hanno fatti diventare padani. Facciamocene una ragione. Non siamo più piemontesi ma padani.
E così i discendenti di Attila, tra un rito celtico, un dito medio e un'ampolla, si preparano a modificare la Regione e il Paese.
Anche nella scuola.
Pare infatti che i maestri padani siano più alti, più belli e più biondi. Non ci sono ancora riscontri sulle "puppe a pera" ma i soliti bene informati sostengono senza ombra di dubbio che i maestri padani maschi siano più virili e le femmine più procaci.
Insomma, di fronte a cotanta abbondanza di qualità positive, di fronte a cotali meriti "professionali", non si può far altro che assegnare loro un numero maggiore di punti in graduatoria.
Si, perchè questa è la proposta che ha fatto il neoconsigliere regionale Mario Carossa, della Lega Nord: punti in più o in meno in base alla residenza.
Qualcuno, a questo punto, si potrebbe chiedere: ma il fatto di essere professionalmente preparati non è più indispensabile? Un incapace piemontes... ops, scusate, piemon-padano potrebbe avere più punti di un bravissimo insegnante che però ha la residenza in Sicil-terronia o comunque aldilà del Po?
Se lo chiede anche Paola Pozzi, Responsabile Area Dipartimentale Scuola e Università PD Piemonte, ma soprattutto una signora che ha dedicato la sua esperienza politica al mondo della scuola. E quindi ne sa parecchio, in materia.
Questa è la sua dichiarazione di qualche giorno fa.
Leggo sulla Stampa le dichiarazioni del neoconsigliere Carossa circa l’intenzione sua e del suo partito di modificare i criteri per le graduatorie degli insegnanti introducendo un fattore di discriminazione positiva (più punti) per i residenti in Piemonte. Mi domando e gli domando:
1) da quando la Regione è competente nel definire i criteri per le graduatorie degli insegnanti, dipendenti statali?
2) sono queste le intenzioni di Carossa e della Lega quando parlano di federalismo? Vogliono in realtà un Piemonte autarchico anche nella gestione di un sistema importante e delicato come quello scolastico?
3) non ritiene Carossa che per un bene di tutti e prezioso come la scuola sarebbe utile un approccio più meditato, attento alla valorizzazione dei docenti, alla loro qualificazione più che alla loro residenza? O ritiene che sia quest’ultima a determinare le capacità e le competenze di cui hanno bisogno la scuola e gli studenti?
Paola Pozzi

Io ci ho un pò scherzato sopra, ma la situazione sta diventando veramente tragica... bisogna fermare gli Unni prima che saccheggino tutto quello che resta di un determinato modello di società. Non c'è più tempo da perdere!

giovedì 1 aprile 2010

Riflessioni a freddo sulla "tronata" elettorale.

No, non è un errore di stampa... volevo proprio scrivere "tronata"!
Perchè dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo chiaro e tondo, Pierluis: altrochè pareggio, altrochè inversione di tendenza. Le recenti elezioni regionali sono state una disfatta!
Il centrodestra ha vinto. Anche se come regioni ne ha conquistate una in meno. Il paradosso è che dalle Politiche in poi il Pdl (al pari del Pd) è in costante emorragia di voti: nel giro di due anni ha addirittura lasciato per strada il 7 per cento dei consensi. Eppure B. può continuare, a ragione, a cantare vittoria.
Le ragioni di questa disfatta? Le lascio agli esperti, ma qualcosa vorrei dirlo anch'io. Senza pretese, come se si stesse chiacchierando tra amici.

1. Partiamo da quella che secondo me è l'origine di tutti i mali, che Giovanni Sartori ha definito "il bacio della morte" in una recente intervista al Fatto Quotidiano: la non soluzione del conflitto di interessi.
In Italia c'è la democrazia, ma è alquanto malata. Sarebbe più appropriato chiamarla Mediacrazia. Chi controlla i media ha l'occasione per controllare, manipolare e conservare il potere.
E Berlusconi quell'occasione non se l'è lasciata scappare, come ben sappiamo.
La sua è stata un'escalation: ha iniziato epurando Biagi, Santoro e Luttazzi (le voci scomode), poi ha imposto tutti i suoi fedelissimi alla guida della RAI, infine si è permesso addirittura di far chiudere le trasmissioni di approfondimento politico durante la campagna elettorale. Risultato: la destra può vincere anche senza una lista, basta che, indisturbato, Berlusconi occupi tutti i telegiornali.
Come si è potuti arrivare a questo? Perchè nessuno gli ha dato dei limiti. Nemmeno il centrosinistra che, dal 1994 in poi, ha avuto a disposizione circa 7 anni di governo per regolare questo mostruoso conflitto di interessi senza tuttavia muovere un dito. Grave errore, gravissimo.

2. Passiamo al Movimento 5 stelle di Grillo. La Bresso ha detto che ha perso per colpa dei grillini. È chiaro che è stata anche colpa loro, ma individuarli come la causa (se non unica almeno determinante) della sconfitta in Piemonte mi sembra un pò come nascondersi dietro un dito. Come ha ben sintetizzato Barbara Spinelli, se lei avesse avuto una vera ambizione integratrice come Vendola al sud, forse molti avrebbero votato per lei.
E poi, poche balle, è da almeno tre anni, dal primo V-Day del 2007, che Grillo riempie le piazze e sfida i partiti su temi quali rifiuti zero, raccolta differenziata, no agli inceneritori mortiferi e ai Tav distruttori, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite. La risposta della politica (anche del PD) è sempre stata quella di trattarlo da qualunquista giustizialista, senza minimamente entrare nel merito di quelle proposte. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, che a mio avviso dovrebbero far parte del dna del PD, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Ma questa è una vera scelta di campo: sganciarsi dal partito Calce&Martello per ricominciare ad essere un partito che fa gli interessi dei cittadini. Sarà dura...

3. Basta con le decisioni prese negli stanzini: se Nichi Vendola non avesse sbattuto i pugni sul tavolo imponendo le primarie, oggi il risultato sarebbe stato di 7 a 6 per la destra. Avremmo perso anche in Puglia.
Questo dovrebbe insegnarci per l'ennesima volta che le scelte imposte dall'alto non funzionano più. L'esempio arriva non solo dalla Puglia, ma anche da Venezia dove è bastato candidare una persona seria e normale, fuori dal solito lombrosario, il professor Orsoni, per vincere addirittura al primo turno contro Brunetta.

4. L'identità del PD.
Riporto qui le parole di Nichi Vendola che, secondo me, riassumono bene la questione.
"Perché l’identità del PD è uno dei problemi della coalizione che deve nascere: è un partito che non ha un chiaro progetto culturale, un contenitore elettorale che spesso produce effetti bizzarri.
Ricominciamo a pensare in grande. Magari rispolverare una geniale idea di Berlinguer, il congresso di futurologia. Oggi vince chi ha un’idea del futuro, e non del passato.
Liberiamoci della subalternità alle idee della destra. Facciamo un corpo a corpo sul loro terreno, con i fatti. Ad esempio? Il fisco. Possiamo raccontare a questo Paese che le uniche tasse che sono saltate sono quelle dei ricchi e che la pressione fiscale è aumentata? Ci serve un’idea della crisi diversa da quella della destra...
E poi serve uscire da discussioni inutili tipo: va inseguita o no l’Udc? In Piemente l’Udc c’era e la Bresso ha perso lo stesso."
Queste ultime parole mi hanno colpito. Infatti mi sembra che ultimamente si cerchi prima l'alleanza con qualcuno e poi, sulla base di questa alleanza, si faccia il programma di governo. Quasi che la somma matematica dei voti che potenzialmente porta questa alleanza possa garantire di vincere.
Non sarebbe invece più motivante, in primis per i nostri elettori che ci stanno abbandonando costantemente, avere un'idea precisa di società e tradurla in una serie di punti irrinunciabili (potremmo chiamarli valori fondanti)? Sulla base di quei punti poi, in occasione delle elezioni, verrebbe quasi automatico impostare il programma di governo e cercare la più ampia alleanza possibile. E se, uno a caso, l'UDC dovesse dire di no, beh... credo che me ne farei facilmente una ragione!

Naturalmente questa non voleva essere un'analisi esaustiva. Mi premeva dire queste cose perchè l'Italia e il Piemonte sono i luoghi in cui stanno crescendo i miei figli (e non solo i miei). E sapere che l'Italia e il Piemonte sono in mano a Berlusconi e Cota anche per le colpe della sinistra mi fa disperare per il loro futuro. Il PD può essere una speranza, ma deve cambiare. In fretta.
Concludo con una provocazione di Peter Gomez.
"... al Paese più che nuove regole servono il rispetto di quelle vecchie e una nuova classe dirigente. Per questo la sconfitta della nomenklatura del Pd è un’opportunità.
Ed è arrivata l’ora delle centinaia di funzionari, militanti e amministratori locali onesti, con meno di quarant’anni. Adesso tocca a loro. Devono scegliere: o ribellarsi per prendere il potere nel partito, o morire con esso prima ancora di essere nati."

lunedì 25 gennaio 2010

Turigliatto estromesso dalla lista Insieme per Bresso


Riporto una vicenda paradossale che sta avvenendo al contorno della presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali. E' tratta dal sito di Civica Collegno, il cui responsabile, Giovanni Lava, è anche direttore del periodico "Punto di vista", finanziato dal consigliere regionale Mariano Turigliatto e distribuito nei comuni della cintura di Torino.
Come in ogni paradosso, partiamo dalla fine: il consigliere regionale Mariano Turigliatto, presidente del Gruppo regionale "Insieme per Bresso", sarebbe stato estromesso dalla costituenda lista "Insieme per Bresso". E nessuno si è degnato neppure di avvisarlo.
Ohibò. E come mai? Quali motivi politici stanno dietro a questa scelta?
La prima avvisaglia si ebbe con una lettera di un fantomatico elettore collegnese al giornale locale Luna Nuova, in cui si diceva che la Bresso non avrebbe dovuto ricandidare Mariano Turigliatto perchè sul suo giornale si criticavano le amministrazioni targate Pd della zona Ovest di Torino.
Salvo poi scoprire che Alessandro Stellano, il fantomatico elettore, non è iscritto alle liste elettorali del comune di Collegno. Ma non solo: NON ESISTE NEMMENO ALL'ANAGRAFE!!!
Poi sempre sullo stesso giornale si iniziò a parlare di una levata di scudi dei sindaci di Grugliasco, Collegno, Pianezza, Rivalta, Druento, Venaria, contro Turigliatto, reso responsabile di aver finanziato un giornale che di volta in volta denunciava "le malefatte" delle rispettive amministrazioni.
Il ragionamento dei sindaci non fa una grinza: fuori Turigliatto dal Consiglio Regionale, niente più copie di Punto di Vista nelle buche.
Questa è la storia.
Che Turigliatto sia un rompi-palle (lo dico con tutto l'affetto e la stima che nutro nei suoi confronti) è un dato di fatto. Ma ce ne fossero, in politica, di rompi-palle come lui!
La sua esclusione suona come uno schiaffo a tutte le persone che credono all'idea che si possa far politica sulla base di buone idee e buone pratiche. L'ennesima vittoria delle piccole lobby che non vogliono lasciare spazio a nuovi modi di intendere la politica.
Il berlusconismo ha ormai fatto presa definitivamente anche nel centrosinistra? Io spero di no, spero che sia una brutta pagina che possa essere girata in fretta con il reintegro di Mariano nella lista.

Sul sito di Civica Collegno e sul sito di Mariano Turigliatto si ritrovano tutti gli interventi ed i documenti relativi a questa brutta vicenda. (Il presente post è ampiamente tratto dal sito di Civica Collegno).

giovedì 26 novembre 2009

Intervista a Mercedes Bresso

Pubblico una intervista di Luca Telese alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. Vi riporto qui un paio di passaggi, molto significativi:

- Qui arriva Bossi e dice: ‘Ne voglio due’. Due di che? Due regioni, lo sa benissimo. “E che c’entra il Veneto con il Piemonte? Non è mica una partita di Monopoli... Per vincere dobbiamo rifiutare questa logica spartitoria”.

- Quei ragazzi sono fantastici
(si riferisce a quelli di Libera), sono riusciti a mobilitare il paese contro le mafie... Con chi deve dialogare chi governa?

Ecco tutto il testo dell'intervista
LA BRESSO: ”LA CANDIDATA QUI SONO IO”
Il federalista Bossi vuole decidere a Roma chi corre in Piemonte? Noi no
di Luca Telese

Per giorni è stata sotto assedio. Sembrava che l’accordo nazionale (e locale) con l’Udc dovesse passare sopra la sua testa. Qualcuno le rimproverava “di non avere un buon rapporto con i cattolici”, qualcun altro di essere “laicista”. Un destino in parte parallelo a quello di Nichi Vendola, che ha scelto di rompere gli indugi candidandosi direttamente alle primarie e sfidando i suoi avversari a fare altrettanto (in Puglia il Pd è in fibrillazione, e deve decidere se appoggiarlo o meno). Mercedes Bresso, presidente uscente della regione Piemonte, invece spiega: “Io sono favorevolissima alle primarie, ma credo che in Piemonte non ci sia più tempo per farle. Se le volevano, dovevano pensarci prima. Ora il tempo scaduto....”.
Governatore Bresso, la agita tutto questo dibattito?
(Sorriso) Per nulla, io sono tranquillissima: in Piemonte la coalizione che ha governato ha scelto la sottoscritta. Sarebbe un paradosso se si pensasse di mettere in discussione questa scelta in nome di altre logiche.
Le “altre logiche” sono l’accordo con l’Udc, che viene considerato una necessità anche a livello nazionale...
Da chi?
Tutti parlano di D’Alema.
Ci ho parlato. Ha detto che quando ha detto le frasi di cui si discute, non si riferiva a me. E in ogni caso, dopo anni che diciamo che si deve ripartire dal territorio...
Però anche in Piemonte c’è il problema dell’accordo con l’Udc...
Benissimo. Io sono disponibile e favorevole a questo accordo”
Dice davvero?
Certo: i miei rapporti con l’Udc in Piemonte sono discreti, anzi buoni. Però il nome del candidato non è in discussione.
E se fosse proprio quella la discriminante?
Guardi, noi non siamo disponibili a qualunque cosa pur di fare un accordo. E’ una logica che respingo sempre, e anche in questo caso”.
Mi dà una buona motivazione, in termini molto sintetici.
(sorride) Semplice: credo, immodestamente, di essere il candidato migliore da queste parti”.
Più sintetica di così...
Non scherzo: abbiamo governato bene, abbiamo raggiunto dei risultati importanti, non ci sono critiche sul mio operato nella coalizione, non vedo all’orizzonte alternative forti. Le va bene?
Si dice che in gioco ci sia un accordo nazionale, che qualcuno degli uscenti si debba sacrificare.
Alt. Io ho parlato con Bersani, e lui mi ha detto che condivide il principio che il candidato si decide in Piemonte. Ma voglio aggiungere una cosa...
Prego.
Qui da noi c’è lo strano paradosso di una forza che si dice federalista, la Lega, che pretende di decidere a Roma il candidato. E noi che facciamo? Ci associamo a questo gioco? Sarebbe folle.
Lei dice che non si dovrebbe fare altrettanto...
Ma certo. Qui arriva Bossi e dice: ‘Ne voglio due’. Due di che? Due regioni, lo sa benissimo. “E che c’entra il Veneto con il Piemonte? Non è mica una partita di Monopoli... Per vincere dobbiamo rifiutare questa logica spartitoria”.
La diverte l’idea di essere meno centralista della Lega, confessi.
Se c’è un modo antico e folle di far politica è questo. Capisco chi dice: non accetto imposizioni.
Si riferisce a Vendola che chiede le primarie?
Io veramente pensavo a gente come Formigoni o Galan, che hanno consensi evidenti, e esperienza di governo. Ma ovviamente anche Vendola fa bene. Quello che deve finire è la politica delle trattative a Roma, decise da chi non sa cosa accade sul territorio.
Si è detto: la Bresso è laicista.
“Non conosco questa parola, non so cosa significhi. Io sono laica, e orgogliosa di esserlo, questo sì.
Hanno detto di lei: non ha un buon rapporto con i cattolici.
Quali? Ci sono cattolici di centrodestra e cattolici di centrosinistra. Io ho ottimi rapporti con i cattolici di centrosinistra, e rapporti meno buoni con quelli di centrodestra.
Esempio?
“Ho lavorato benissimo con i focolarini. E ho una grande stima per i giovani di Libera, l’associazione di don Ciotti.
Questo rapporto con i ragazzi di Libera l’Udc glielo ha rimproverato...
Attenzione. L’Udc nazionale me lo ha rimproverato. Ed è un rapporto di cui io invece vado orgogliosa. Quei ragazzi sono fantastici, sono riusciti a mobilitare il paese contro le mafie... Con chi deve dialogare chi governa?
Perché dice che il tempo è scaduto?
“Perché noi ci eravamo dati delle regole. Le regole prevedevano che se si fossero volute le primarie bisognava deciderle per tempo.
Ha fretta di iniziare?
(Sorride) A dire il vero sì. Sono una grande sostenitrice delle primarie. Ma preferirei dedicare più tempo alla campagna elettorale con i cittadini che a quella fra di noi. Consiglierei agli altri di fare altrettanto.

venerdì 2 ottobre 2009

Il PD sugli scudi (fiscali) e la rabbia che mi monta su.


Ho aspettato due o tre giorni, prima di dire qualcosa su questa vicenda. Un pò di tempo per sbollire la rabbia e provare a capire il perchè (senza peraltro riuscirci).
Il fatto che ha scatenato tutto questo è, in prima battuta, lo scudo fiscale: un regalo fatto dal governo a chi ha lecitamente o illecitamente portato capitali all'estero, evadendo il fisco e quindi prendendo per il culo gli italiani onesti che pagano le tasse.
Il fatto che un governo prenda per il culo i suoi cittadini è grave di per sè, ma se si aggiunge che tra quei capitali potrebbe rientrare anche il denaro delle organizzazioni mafiose (grazie all'anonimato) è addirittura paradossale. Mi nasce un sospetto, ma non lo dico.
Conseguenza dello scudo fiscale è un altro fatto che mi ha fatto veramente inc... arrabbiare.
Nei giorni scorsi, alla Camera, c'era la votazione sull'eccezione di costituzionalità dello scudo fiscale, sollevata dalle opposizioni.
Bene: clamorosamente sui banchi della maggioranza c'era quasi il deserto, sembrava che qualcuno nel PDL (anche qui ho dei sospetti ma non li dico) volesse mettere la pallottola in canna all'opposizione dicendole "adesso devi solo più premere il grilletto". Con quel voto, infatti, si sarebbe affossato il provvedimento.
Risultato? Le assenze tra le file dell'opposizione hanno fatto sì che che l'eccezione di costituzionalità venisse respinta. Quindi via libera al grande rientro di capitali mafiosi.
Poi, e qui è bello vedere come le varie testate giornalistiche interpretino i fatti senza raccontarli, succede che Franceschini (leggo su Repubblica.it) monta sugli scudi (ops, non volevo fare una battuta) e dice "Vergogna! Così si aiuta la mafia".
Ma siccome mi sono abbonato al "Fatto Quotidiano" vado a leggere anche lì cosa si dice, e scopro che... Franceschini era tra gli assenti alla votazione.
Ma come? Sei assente alla votazione e poi dici "vergogna"? E Bersani dove era? Assente anche lui! D'Alema? Assente! Rutelli? Assente!
Ma stiamo scherzando? Due candidati alla segreteria del PD che mancano un'appuntamento del genere (con la singolare coincidenza dell'assenza anche dei rispettivi burattinai)?
Ma vogliamo prendere per il culo ancora una volta i nostri elettori?
Devo dire che questo è stato un duro colpo per me. In preda alla rabbia mi sono venuti in mente l'indulto ceppalonico-salvapreviti votato in massa dai "nostri"; 7-8 anni di governo di centrosinistra senza muovere di una virgola il conflitto di interessi di Berlusconi; Fassino che chiama Consorte e gli dice "siamo padroni di una banca" anzichè mandarlo a cagare perchè aveva commesso una serie di reati (anche se Fassino ne è uscito pulito); Latorre che passa un foglietto a Bocchino per toglierlo dagli impicci in cui si era cacciato; mi sono venute in mente tutte le volte che i "nostri" parlamentari hanno votato contro l'autorizzazione a procedere nei confronti di uno della casta, anche se preso con le mani nel sacco; Rutelli er cicoria... beh per lui mi è bastato il pensiero; la Binetti...
Stavo per stracciare la tessera, ma poi ho ripensato a tutte quelle persone, anche alcuni amici, che invece in questo progetto ci credono veramente e che si sbattono in prima persona, con onestà e coraggio per portarlo avanti. Ho pensato a tutti quei cittadini che in buona fede sperano in un PD che cominci almeno a "proiettare la sua ombra" perchè vedono in quel progetto l'occasione per costruire una società più giusta. Elettori che abbiamo perso e che potrebbero anche tornare, se solo gliene si desse l'opportunità.
Appunto, l'opportunità c'era e se ne è andata. Spero che non se ne vadano anche gli elettori rimasti!
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Aggiornamento
Lo scudo fiscale è passato alla Camera, grazie di nuovo alle assenze dell'opposizione: il provvedimento è stato adottato grazie ad uno scarto di 20 voti.
La tabella delle assenze nell'opposizione parla di 23 assenti nel PD e 6 nell'UDC. Ma sarebbe bastato che ci fossero stati TUTTI quelli del PD.
Sono senza parole... ho il morale politico sotto i tacchi...

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venerdì 7 agosto 2009

Le tre mozioni. Anzi sei.

Come già fatto da Massimo Sola, pubblico anche io le tre mozioni dei rispettivi candidati alla segreteria nazionale PD.
Non le ho ancora lette, quindi non vi posso dire nulla... se qualcuno che già le conosce vuole farsi avanti e dire due parole è il benvenuto.
- Mozione Bersani
- Mozione Franceschini
- Mozione Marino

Ma non c'è mica solo la segreteria nazionale. No. C'è anche quella regionale, che vede in lizza tre contendenti per il posto di segretario regionale, cioè colui che ha la responsabilità di guidare il partito in Piemonte.
- Mozione Damiano
- Mozione Morgando
- Mozione Tricarico

Personalmente mi sto documentando: ho letto la Bersani e tutte e tre le regionali (che sono di poche pagine ciascuna ;-)). Ora proseguo, poi vi faccio sapere...

martedì 17 marzo 2009

Proposte per affrontare la crisi

Qualche segnale di risveglio dal PD nazionale. Era ora!
Siamo in un periodo di crisi nera e concreta, ma il governo fa finta di non accorgersene. Persino la Confindustria, pur con tutto il rispetto del caso, sta facendo notare che bisogna agire.
Dal canto suo si muove anche il PD nazionale. Questa è l'ultima proposta lanciata da Franceschini durante un incontro con le associazioni di volontariato che si occupano delle persone meno abbienti: un contributo straordinario "una tantum", pari a due punti Irpef sui redditi superiori ai 120.000 euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà con la crisi economica. Questo contributo toccherà i redditi dei parlamentari e finanzierà circa 500 milioni per far fronte alla crisi.
Il contributo di 2 punti Irpef toccherebbe circa 200 mila contribuenti, particolarmente benestanti e sarebbe valido solo per il 2009. A beneficiarne, in prima persona, sarebbero i comuni e le associazioni di volontariato che utilizzerebbero i 500 milioni a loro disposizione per contrastare la povertà estrema. "Andrebbe - ha dichiarato Franceschini - rifinanziato il sostegno al Terzo settore previsto dalla legge quadro 328, nonché il Fondo sociale per i comuni che il governo ha tagliato di 300 milioni''.
La nostra proposta è "una risposta parziale, in attesa di una riforma strutturale. Ma non possiamo dire alla gente 'in attesa delle riforme cavatevela da soli' ".
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Altri 400 milioni di euro potremmo risparmiarli facilmente e destinarli al sostegno di chi è in difficoltà. Sapete come?
Accorpando in un unico giorno le elezioni europee, amministrative ed il referendum sull'abolizione della riforma elettorale di Calderoli, la porcata.
Sarebbe semplice buon senso, a maggior ragione con la crisi in atto. Ma il governo non ne vuole sapere (forse perchè la legge elettorale sarebbe bocciata? -domanda di pura retorica-) e così ci carica sul groppone altri 4 centoni. Potremmo chiamarla "tassa Calderoli".
Anche su questo il PD nazionale si è mosso (e meno male), chiedendo al governo l'accorpamento delle votazioni. La proposta è di inviare una cartolina al presidente del consiglio nella quale gli si chiede di destinare i risparmi alle forze dell'ordine, per comprare la benzina alle volanti, pagare gli straordinari, ecc...
Personalmente non sono d'accordo sulla destinazione delle economie, ma concordo pienamente con il principio!

giovedì 19 febbraio 2009

I novelli Erode del PD


Narra la storia che circa duemila anni fa Erode era il re della Giudea. Quando venne a sapere che secondo le sacre scritture stava per nascere un altro "re dei Giudei" ordinò ai magi, in viaggio verso Betlemme, di tornare a dirgli dove si trovava, perchè anche lui voleva portare al neonato i suoi doni. I magi però, avvisati in sogno da un angelo, non tornarono a Gerusalemme ed Erode, che in realtà voleva uccidere Gesù perchè ne vedeva una minaccia per il suo regno, ordinò che venissero trucidati tutti i bambini ebrei dai due anni in giù. È la famosa "strage degli innocenti". Ma, come ben sappiamo, Erode non riuscì ad uccidere l'unico neonato che realmente gli interessava.
E' così campato in aria fare una similitudine, con tutto il rispetto dovuto, tra questa storia e la storia del PD?
Pensiamoci bene: nasce un partito nuovo, che porta una ventata di speranza tra i suoi elettori (e non solo loro). Tante, tantissime speranze di vedere finalmente in Italia una politica nuova, sana.
Ma subito il neonato è circondato dai novelli Erode. Presi a costruire correnti e a consolidare il proprio piccolo reame. Non correnti di pensiero a rappresentanza di alte opzioni ideali, che ci stanno a pieno titolo in un partito così grande; ma pure e semplici lotte personalistiche di capi e capetti ognuno impegnato a ritagliarsi la propria fetta di "potere".
Questi sono i veri mandanti dell'uccisone del neonato partito. E Veltroni, che pure ha le sue responsabilità, ha pagato per tutti.
Ma come è successo 2000 anni fa, anche oggi i novelli Erode hanno ucciso il neonato sbagliato. Quella che hanno ucciso è un'idea di partito, la loro idea di partito. Un'idea che è fatta di assenza di confronto, di assenza di battaglia politica, di assenza di apertura alla partecipazione dei cittadini. Un'idea vecchia.
Il Partito Democratico nasce da un'idea diversa, nuova, esattamente opposta a quella dei novelli Erode.
Ecco perchè credo profondamente che l'attuale classe dirigente nazionale debba fare, tutta, due passi indietro... anzi facciamo tre!
Penso che sia giunto il momento, grazie anche al gesto di Veltroni, di costruire veramente questo "partito nuovo", partendo da una base comune ed un vero confronto, dove la base comune è rappresentata dai valori nei quali tutti noi democratici crediamo.
E il vero confronto non può che passare attraverso un vero congresso. Non solamente straordinario... straordinarissimo! Un momento di ascolto, confronto, e anche scontro politico nel quale, partendo da quei valori di riferimento, si arrivi a costruire la comune identità del partito.
Ma attenzione, perchè per moltissimi militanti questa potrebbe essere l'ultima occasione. E non mi nascondo: anche per me è l'ultima occasione. Troppi bocconi amari sono stati inghiottiti, troppe disillusioni, troppe delusioni sono passate sulle facce e nei cuori di chi continua a credere in una politica diversa da quella attualmente dominante.
Sabato scorso, l'assemblea costituente ha deciso di nominare Dario Franceschini segretario precario del PD. Ironia della sorte.
Ora io penso che Franceschini debba mandare un segnale forte, e lo dico usando le parole di Ilvo Diamanti:
"Promuovere una consultazione popolare vera, nei prossimi mesi. Non le primarie, che servono a selezionare il candidato a una carica istituzionale: il premier, il sindaco, il governatore. Ma una consultazione ampia quanto le primarie. Chiamiamole "primarie congressuali" da svolgere a fine aprile. Aperte a tutti coloro che si riconoscano nel Pd. E intendano votare il segretario e gli organismi del partito. Disposti, al tempo stesso, a iscriversi, pagando una tessera low cost, ma comunque impegnativa: 8 o 10 euro, ad esempio. Un congresso vero ma largo e ampio come le primarie. In cui si misurino tutti coloro che davvero intendono guidare il Pd. Senza rete. Prima della tornata di elezioni europee e comunali di giugno. Non c'è tempo? Ma chi l'ha detto...
Comunque, queste "primarie congressuali" funzionerebbero da campagna elettorale mobilitando simpatizzanti e volontari in tutto il paese. Permetterebbero il confronto e la verifica intorno ai temi topici: la bioetica, le alleanze, la crisi, la sicurezza... Franceschini avrebbe ottime possibilità di vincerle, tanto più se avesse il coraggio di sfidare tutti, apertamente."

Il congresso ad ottobre serve solo per far prendere tempo ai soliti noti. Ai novelli Erode. Franceschini ha un'occasione d'oro. Da non perdere, perchè di un Partito Nuovo e Democratico l'Italia ha urgente bisogno.

Su questo tema
L'articolo di Ilvo Diamanti
Il post di Peter Gomez

lunedì 2 febbraio 2009

Depressione democratica

Ho proprio bisogno di conforto... sto per sprofondare in una forma di depressione che non intacca il mio spirito ma rischia di intaccare la mia appartenenza politica. La chiamerei proprio "depressione democratica".
Vi invito a leggere l'articolo di Marco Travaglio sulla mozione PD-IdV-UDC che chiedeva gentilmente al governo di invitare alle dimissioni il sottosegretario all'economia, Nicola Cosentino.
Chi è Cosentino? E' il coordinatore campano di Forza Italia. Ma le dimissioni non erano richieste per questo motivo. Ci mancherebbe! Erano richieste perchè la presenza di Cosentino al governo "lede gravemente non solo il prestigio del governo, ma anche la dignità del Paese".
Come mai questo personaggio è così lesivo? Perchè è accusato da sei pentiti del clan dei Casalesi (v. inchiesta dell'Espresso) ed è indagato per camorra dalla Dda di Napoli.
Mi sembrerebbe sacrosanto che una persona con questi macigni sulla testa si facesse da parte e affrontasse la giustizia in modo da dimostrare una volte per tutte la sua totale estraneità alla camorra. Dopodichè, una volta pulito, nulla vieterebbe di riammetterlo nel suo ruolo. Se non lo facesse di sua spontanea volontà sarebbe giusto, secondo me, che fosse il governo stesso a chiederglielo.
E allora si vota, alla Camera.
Risultato?
La mozione chiede che il governo inviti Cosentino alle dimissioni.
Votano NO 236 deputati (PDL + Lega + 2 PD)
Votano SI 138 deputati
Astenuti 33 di cui 26 del PD
Ma i conti non tornano, la Camera è composta da 500 e passa deputati, qui siamo a 400 mal contati. Dove sono finiti gli altri?
47 deputati PD sono usciti dall'aula solo per quella votazione... si sa, quando la sigaretta chiama è irresistibile;
22 deputati PD assenti ingiustificati.
Una trentina, mal contati, gli assenti PDL e vari.
Rivediamo i totali se il PD avesse votato compatto per il SI?
SI: 138 + 2 (i contrari) + 26 (astenuti) + 47 + 22 = 235
NO: 236 - 2 (i due del PD che hanno votato no) = 234
Se i dati riportati sono corretti (mi riservo di andarli a verificare) è un risultato troppo chirurgico, per non pensare male! Capite la mia depressione democratica???

lunedì 5 gennaio 2009

Lavoro e precarietà (della vita)



Segnalo questa iniziativa del circolo PD - Circoscrizione 2 di Torino. La crisi globale sta colpendo duro: dalla finanza si è trasferita all'economia reale, con la conseguente perdita di posti di lavoro. Con tutti i problemi che ne conseguono.
Nel mese di dicembre, rispetto all'anno prima, il ricorso complessivo alla cassa integrazione del settore industriale ed edile è infatti aumentato del 110,28%, con una crescita boom della cig ordinaria che è aumentata addirittura del 525%. La cig straordinaria è invece diminuita, sempre a dicembre 2008 rispetto a dicembre 2007, dell'11,61%. I nuovi dati sono stati diffusi dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Questa serata vuole essere un'occasione per capirci qualcosa di più e sentire le proposte del PD su questo tema.

Venerdi 16 gennaio 2008, ore 20,30 - Sala dei Centomila (Parco Rignon), corso Orbassano 192/A Torino.
Intervengono Tom DEALESSANDRI (vice sindaco di Torino), Rocco LARIZZA (consigliere regionale) e Antonio BOCCUZZI (parlamentare).

Modera Paola Pozzi (consigliere regionale).

Sono stati invitati Carlo Chiama (segretario cittadino) e Gianfranco Morgando (segretario regionale).


Introduce Daniela Cocca, del Circolo PD Santa Rita Mirafiori Nord.

mercoledì 17 dicembre 2008

Tremonti, il PD, la scuola privata e la laicità dello Stato



(questo post, compresa l'immagine, è "fortemente ispirato" all'articolo di Marco Travaglio "L'Onda nero-porpora", pubblicato sull'Unità del 15 dicembre 2008. Articolo che condivido pienamente e che invito tutti a leggere qui).
Devo ammettere che sono sempre più spiazzato dal mio partito, il PD (sto parlando, per fugare dubbi, dei vertici nazionali. Non mi riferisco alla base e al mio coordinamento territoriale). Ma forse sono io che mi sono fatto troppe illusioni.
Circa una settimana fa, Tremonti, sempre a caccia di soldi a causa della crisi finanziaria e dei folli sperperi su Alitalia e sull’Ici, aveva tagliato di un terzo (133 milioni su 540) i contributi alle scuole private “paritarie”, quasi tutte cattoliche. Poi i vescovi hanno protestato, minacciando di “scendere in piazza” con un’Onda nero-porpora. E in cinque minuti l’inflessibile Tremonti s’è piegato, o forse sarebbe meglio dire "genu-flesso", restituendo quasi tutto il malloppo (120 milioni su 133).
Inutile ricordare che la Legge 133/2008 (art. 64 comma 6) taglia circa 8 miliardi di euro in tre anni alla scuola pubblica. Diconsi 8.000 milioni - OTTOMILAmilioni, cioè 60 volte tanto i tagli inizialmente previsti per la scuola privata.
Inutile anche discutere sulla costituzionalità della legge 62/2000 (varata da un governo di centrosinistra) che regala mezzo miliardo di euro l’anno alle scuole private, in barba alla Costituzione che riconosce ai privati il diritto di creare proprie scuole, ma “senza oneri per lo Stato”.
Qui c’è un Paese allo stremo, dove si taglia su tutto, a partire da scuola pubblica, università pubblica, ricerca pubblica, pubblico impiego. E le scuole private che sono finanziate grazie ad una legge che se ne fotte della Costituzione? Non se ne può nemmeno discutere.
Non solo il PDL ha obbedito senza fiatare al “non possumus” vescovile (e in fondo non mi aspettavo una levata di scudi), ma quello che trovo grave è che il PD non abbia detto una parola contro la sacra retromarcia tremontiana.
Anzi, il ministro-ombra dell’istruzione Mariapia Garavaglia ha addirittura presentato al Senato una mozione per “l’immediato ripristino dei 133 milioni al fondo scuole paritarie”, e per l’aumento dello stanziamento in base alle promesse “del precedente governo”. Mozione firmata anche dai senatori PD Rusconi, Bastico, Ceruti, Serafini, Soliani, Pertoldi e Vita, in nome di un imprecisato “diritto costituzionale”.
Le finalità dichiarate sono nobilissime: evitare danni agli asili, che specie nei piccoli comuni sono esclusivamente privati. E mi può anche stare bene, sotto certi aspetti.
Ma come mai i demos non sono stati minimamente sfiorati dal pensiero di recuperare altrove le risorse necessarie?
Dove? Per esempio ritoccando il regime fiscale degl’immobili del clero che, anche quando dichiaratamente a scopo commerciale, in Italia sono esentasse!!!. Certo, la cosa avrebbe suscitato non un'onda ma uno "tsunami" vaticano di protesta.
Ma sarebbe bastato prendere in parola il fondamentale discorso del Papa, sul valore decisivo - per lo Stato e per la Chiesa - della separazione Stato-Chiesa. Cioè della laicità delle nostre istituzioni. Discorso fatto non più di tre giorni fa.
Non si tratta di tornare al vetero-anticlericalismo ottocentesco. Basta ricordare quel che scrisse un cattolico doc come Alcide De Gasperi, nel 1952, a Pio XII, quando il Papa gli revocò l’udienza privata nel trentesimo anniversario del suo matrimonio. De Gasperi si era opposto al diktat vaticano di allearsi con i fascisti alle elezioni comunali di Roma:
“Come cristiano accetto l’umiliazione, benchè non sappia come giustificarla. Come presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, la dignità che rappresento e della quale non possono spogliarmi neppure nei rapporti privati, m’impongono di esprimere lo stupore per un gesto così eccessivo”.
Parole sante, e durissime. C’è qualche politico italiano, a destra o a sinistra, che oggi saprebbe ripeterle?
Alla luce di tutto questo vorrei che il mio coordinamento territoriale prendesse una posizione netta e inequivocabile su questi punti (se necessario dopo una discussione che coinvolga tutti i membri). Mi farebbe molto piacere che si arrivasse ad un documento da spedire ai nostri dirigenti nel quale ricordiamo loro i valori delle istituzioni pubbliche e della laicità dello Stato. Perchè mi sembra che se li stiano un pò dimenticando.

mercoledì 10 dicembre 2008

Caro PD, non fare come la Gelmini


Sul sito del Coogen, il 1° dicembre, è comparso un comunicato stampa (qui il testo) su un emendamento firmato da alcuni consiglieri comunali del PD che mirava alla modifica del regolamento nidi. In particolare l'emendamento richiedeva l'abrogazione dell’articolo 25 del regolamento stesso inerente il rapporto educatori/ bambini, attualmente differenziato per età (1/5 a 1/8), sostituendolo con una frase più generica che avrebbe lasciato più labili e più facilmente modificabili questi rapporti. Purtroppo non ho il testo di questo emendamento, se qualcuno ne è in possesso può mandarmelo o inserire un link tra i commenti.

Tra l'altro la modifica del rapporto tra bambine/i ed educatrici/ori nei nidi comunali non era stata concordata con nessuna delle parti interessate, nè sindacati nè lavoratori nè genitori, e non derivava da alcuna analisi, secondo quanto riportato da un comunicato stampa congiunto dei gruppi consiliari di PRC e SD (che potete trovare qui). Qui il comunicato sindacale .
Quando ho letto tutto questo mi sono cascate le braccia. Ma come, combattiamo la Gelmini nel merito (tagli tagli tagli) e nel metodo (assenza totale di dialogo) e poi ci comportiamo nello stesso modo? E no, cari consiglieri comunali del PD. Così proprio non va.

Per fortuna, a seguito delle numerose proteste e comunicati dei soggetti interessati, con prese di posizione nettamente contrarie, l'emendamento è stato ritirato / congelato.

La scuola pubblica ha già subito troppi tagli negli anni, e la Gelmini e Tremonti hanno dato il loro colpo quasi mortale poche settimane fa. Non mettiamoci anche noi! Facciamo vedere che siamo veramente alternativi a questo governo, sia nei contenuti che nei metodi.
Invito tutti gli amici del PD della Circoscrizione 2 a vigilare affinchè questi comportamenti non si ripetano più, ma che si instauri un dialogo con i soggetti interessati che porti ad un risultato soddisfacente per i bambini, gli operatori, i genitori e, da ultime, le esigenze di bilancio.

venerdì 10 ottobre 2008

Lettera aperta al PD territoriale

Pubblico il testo di una riflessione che ho inviato via mail al coordinamento PD della Circoscrizione 2. Si parla di difesa della scuola pubblica.
Eventuali risposte saranno pubblicate tra i commenti, o in alternativa come nuovo post.
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Cari amici del PD circoscrizione 2,
premetto che non avendo partecipato all'ultima segreteria allargata forse mi sono perso proprio il dibattito sulla riflessione che vi propongo. Nel qual caso potrebbe essere interessante sapere cosa è stato deciso nel merito.
Sabato scorso a Torino c'erano 40.000 persone in piazza a difendere la scuola pubblica (e non solo la primaria, c'erano anche le superiori e le università). Al di là di maestro unico e tempo pieno, stravolgimenti pesanti da un punto di vista pedagogico, c'è un chiaro disegno del governo per consegnare una buona parte della scuola pubblica in mano ai privati, grazie ad una serie di decreti e disegni di legge già in fase avanzata o addirittura già votati.
Io credo che il PD debba essere in prima linea ad affermare certi valori, tra i quali la difesa della scuola pubblica. Tra l'altro questo è uno dei motivi per cui sono entrato in questo partito.
Invece?
Invece c'erano le bandiere dei sindacati, c'erano i cortei multicolori delle scuole, c'erano tanti bambini in festa con genitori (persino alcuni nonni!), c'era la società civile, c'erano le bandiere di alcuni partiti della sinistra. C'erano anche tante persone del PD, ma ciascuno presente a titolo personale. Mancava clamorosamente la presenza ufficiale del PD.
Non dico che ci dovesse essere una mobilitazione generale dei militanti del partito, ci mancherebbe. Ma almeno due o tre bandiere avrebbero dato il senso di una presenza, di un contatto con la gente, con i suoi problemi, che dovrebbe essere uno dei nostri punti di forza.
Nulla. O per lo meno, io non ho visto nulla.
Se così è, se veramente non c'è stata la presenza ufficiale del PD, penso che abbiamo sprecato un'ottima occasione.
Ora ci saranno altri momenti di lotta contro questi provvedimenti del governo. Tutto culminerà nello sciopero generale del 30 ottobre.
Beh, come avrete capito, mi auguro vivamente che il PD prenda una posizione ufficiale e di veder sventolare le nostre bandiere in quell'occasione. Almeno quelle del nostro coordinamento.
Prego chi leggerà questa mail, di diffonderla il più possibile ai membri del nostro coordinamento in modo che si possa creare un dialogo costruttivo e, se possibile, avere una risposta da parte della segreteria circa la posizione che assume il PD della Circoscrizione 2 sull'attacco in corso alla scuola pubblica.
Grazie a tutti, buon lavoro
Fabrizio
PS le eventuali risposte saranno, come sempre, pubblicate sul mio blog.

mercoledì 17 settembre 2008

Occasione sprecata? Forse no, ma...


Martedi 16 settembre si è svolta la riunione del coordinamento territoriale del PD in circoscrizione 2.

Al termine del dibattito, comunque interessante, si è deciso di scrivere un documento nel quale chiediamo ai nostri dirigenti che ci facciano capire di quali valori è portatre il PD e quale modello di società vuole costruire su quei valori, e anche che smettano di litigare e scendano ad ascoltare la base. Pubblicherò il documento (c'è bisogno di un pò di tempo per stenderlo) appena sarà votato.

Ripensando a freddo alla serata di ieri mi è rimasta comunque una delusione di fondo. Mi sembra che una montagna abbia partorito un topolino: mentre la destra sta distruggendo l'Italia noi pensiamo a scrivere questo documento. Nobile intento, ci mancherebbe, ma non corriamo il rischio di restare chiusi su noi stessi?

Passi che forse una nostra idea di società ancora non c'è, ma, come sottolineava qualcuno ieri sera, sicuramente è diametralmente opposta a quella del governo in carica.

Non pensate anche voi che si debba scendere sul territorio per cominciare a fare opposizione sul serio? Visto che i nostri dirigenti sono più che altro impegnati a litigare tra di loro, almeno facciamolo noi dalla base. Come? Prendendo uno per uno i provvedimenti del governo e facendo capire alla gente le palle che raccontano Silvio e compagnia. A maggior ragione perchè i principali mezzi di informazione sono tutti in mano sua! O di gente che si piega a pigreco mezzi pur di restare sulla propria poltrona (vedi Riotta - TG1 - anche, ma non solo, alla luce del servizio che ha fatto ieri sera sull'Alitalia).
E' ora di cominciare ad avvertire i cittadini che il reato di immigrazione clandestina non esiste: è stato semplicemente introdotto il reato d'ingresso illegale nel nostro paese che permetterà di mandare nelle già sovraffollate galere poche decine d'immigrati sorpresi in flagranza (solo quelli sorpresi in flagranza) mentre stanno entrando in Italia. Idem per la prostituzione in strada. Chi è davvero convinto che le peripatetiche e i loro clienti vadano puniti con il carcere può solo restare deluso dallo scoprire come per loro sia previsto l'arresto per 15 giorni.

E' ora di avvertire i cittadini che i soldati nelle città sono semplicemente "fuffa": lo sanno quanti comuni ci sono in Italia? Più di 8mila. Lo sanno quanti militari sono stati mandati nelle città? Circa 3mila!!! Vale a dire 0.375 a comune!!!

E' ora di avvertire i cittadini che l'immondizia a Napoli è stata messa sotto il tappeto: le perifierie sono sommerse dalla monnezza, ma se le televisioni e i giornali non ne parlano, allora il problema è risolto. C'è da chiedersi, oltretutto, che cosa accadrebbe se i tg riprendessero le notizie di "Libero" (non de "Il Manifesto") secondo le quali buona parte della monnezza napoletana finisce adesso nelle discariche lombarde.

E' ora di avvertire i cittadini che il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, coordinatore regionale campano di Forza Italia, vanta una parentela acquisita con il boss del clan dei casalesi Giuseppe Russo, detto Peppe O' Padrino. E che quindi la passeggiata di Berlusconi sottobraccio a Cosentino per le strade di Napoli, fatta in occasione dell'ultima visita del premier nel capoluogo parteneopeo, ha rischiato di essere quantomeno equivocata dalla camorra.

E' ora di avvertire i cittadini che, grazie anche alle logiche perverse di mantenimento del potere dei sindacati, la soluzione per l'Alitalia, qualunque possa essere, è un disastro per la collettività grazie a questo governo (e soprattuto al suo capo): lavoce.info parla di un costo complessivo di quasi 3 miliardi di euro a carico di "pantalone" (cioè in tasse, o in tagli in altri settori, a partire dalla scuola pubblica) e biglietti aerei molto più cari di oggi (fino al 40 per cento).
E' ora di avvertire i cittadini che il decreto 137/08 del Ministero Pubblica Istruzione (decreto Gelmini) è stato in realtà scritto da Tremonti perchè Berlusconi aveva bisogno di due cose: 1) recuperare i soldi per la sua "cordata italiana" di salvataggio di Alitalia e 2) perchè la scuola primaria pubblica funziona fin troppo bene, c'è il rischio che escano da essa dei bambini che usino troppo il cervello e quindi non si lascino rimbecillire dai messaggi delle sue televisioni.

E' ora di cominciare a fare opposizione vera e senza sconti, perchè visto l'attuale panorama dei media è velleitario pensare che tv e giornali queste cose le dicano spontaneamente. Siamo noi, l'opposizione, che dobbiamo ricordarle. E dovremmo farlo ogni giorno, con costanza, utilizzando sempre le stesse parole. I concetti, anzi le informazioni, dovrebbero essere ripetuti mille volte, in ogni occasione possibile. Dovrebbero diventare una sorta di tormentone mediatico in grado di suscitare polemiche e dure prese di posizione. Se i nostri vertici non sono in grado di farlo, facciamolo dalla base, ma facciamolo presto e con le modalità che riteniamo più incisive (conferenze stampa, comunicati, assemblee, ecc..).

Perché nello scontro Berlusconi perde, come dimostrano i sondaggi di luglio quando il suo indice di gradimento era sceso di 10 punti percentuali in 5 giorni a seguito dell'approvazione del lodo Alfano. Ma col dialogo vince. Sempre.


Diversi passaggi di questo post e l'immagine sono tratti dall'articolo "La fabbrica del consenso", di Peter Gomez - www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

mercoledì 25 giugno 2008

Le ragioni della sconfitta

La sconfitta di Ezzelino a Cassano d’Adda - (A. Malatesta, prima metà del XIX secolo)


Ho letto lunedi scorso su Repubblica.it l'intervista a Dario Franceschini.
Era una specie di difesa di Veltroni, quindi non mi aspettavo che facesse un'analisi del risultato del 13 aprile.
Però dei segnali alla gente bisogna mandarli, non possiamo continuare a girare intorno alle vere ragioni della sconfitta. Affrontiamole, come direbbe Crozza, "pacatamente, serenamente", e mandiamo dei chiari messaggi di inversione di rotta, perchè altrimenti continueremo a perdere.
Franceschini dice "Penso, innanzitutto, che dobbiamo riflettere senza spiegazioni autoassolutorie sul voto del 13 aprile".
Bravo, concordo... ma quali sono i motivi veri, profondi, della sconfitta? Ah ecco, adesso ce lo dice...
"La sconfitta è stata temperata da un nostro ottimo risultato in termini percentuali ed è positivo che un partito appena nato abbia superato, in tutta Italia, la somma dei partiti sciolti per dargli vita. Ma il dato più profondo è che i consensi raccolti da tutto il vecchio centrodestra e tutto il vecchio centrosinistra confermano che dal '94 in poi Berlusconi è sostanzialmente maggioranza nel Paese. Oggi, però, il divario è aumentato a loro favore."
A sto giro non ce l'ha detto! Dai Franceschini, diccelo!
"Quindi serve quello che abbiamo appena iniziato a fare: un ragionamento sui limiti del Pd, una registrata al nostro modo di stare all'opposizione per radicare il partito, per parlare a quel pezzo di Italia che ha apprezzato la novità del Pd ma questa volta non ci ha votato. Per realizzare questi obiettivi, lo capisce anche un bambino, non bastano i due mesi e dieci giorni trascorsi dal 13 aprile. Mi pare un po' presto per fare bilanci e chiedere svolte"

E' vero che non bastano 70 giorni, ma perchè quel pezzo di Italia non ci ha votato??? E' presto per fare bilanci??? E quando bisogna farli, allora?

Qui però bisogna intendersi bene bene su cosa significa fare bilanci.

Se è un ridurre il tutto a Veltroni ha perso quindi torni a casa, allora, do ragione a Franceschini quando dice che "È ricominciato lo sport nazionale dei gruppi dirigenti del centrosinistra: logorare il leader. Questa disciplina va abolita."

Io invece penso che fare un bilancio serio, senza nascondersi dietro un dito, sia indispensabile. Forse ci sarà questa occasione nel prossimo congresso. Però in questi termini.

1- Abbiamo avuto una legislatura (non finita). Prima delle elezioni i nostri più autorevoli rappresentanti avevano promesso svariate cose, tra cui:
- l'abolizione delle leggi vergogna ad personam e ad personas
- la soluzione del conflitto di interessi
- un nuovo quadro di assetto del servizio televisivo pubblico svincolato dai partiti
- l'abolizione della porcata-legge elettorale
e tante altre questioni prima ancora che politiche, soprattutto etiche.

2- Poi è arrivato il programma dell'Unione, 280 pagine e fischia, ma delle parole abolire e abrogare (riguardo ai temi espressi sopra) nemmeno l'ombra. A quel punto è arrivato il primo disincanto dei nostri elettori. Ma quanti elettori hanno avuto il coraggio di leggere tutte le pagine del programma? Pochi, pochissimi... nella loro mente continuavano a essere impresse le promesse di cui sopra.
3- Poi abbiamo vinto, nonostante tutto, e abbiamo avuto due anni di tempo ma -come da programma- su queste cose che la nostra gente voleva fortemente non abbiamo fatto nulla (per svariate ragioni più o meno valide, come la maggioranza risicata al Senato).
In compenso però abbiamo avuto il tempo per fare:
- l'indulto 2006 che ha esteso i suoi benefici soprattutto a... Previti (e Consorte) e ha dato il via libera al "problema sicurezza", poi additato come una delle maggiori cause della vittoria della destra. E' chiaro che se da un giorno all'altro mandi fuori prigione 40-50 mila poveracci senza che ci siano adeguati programmi di reinserimento sociale, questi cosa possono fare? Rubare, spacciare, violentare e compagnia, cioè esattamente quello che facevano prima di finire in prigione. Risultato, la destra ne approfitta, ringrazia e fa una campagna elettorale vincente grazie a questo tema;
- una controriforma della giustizia che ha tolto potere alla magistratura (forse perchè certa magistratura stava indagando sui soliti amici degli amici);
- dato una bella botta all'evasione fiscale, abbattuto il disavanzo primario dello stato (anche i lati positivi vanno messi a bilancio!);
- una bozza di riforma del sistema radio-tv e conflitto di interessi che se fosse andata avanti non avrebbe spostato di una virgola il problema;
- ecc...
4- Poi è successo quello che è successo, e lì si mischiano altre cause, questioni personali e di famiglia (soprattutto famiglia Mastella), ecc..
Ma il nocciolo è che la delusione dei nostri elettori, alla luce dei fatti completamente diversi dalle promesse, è diventata rabbia. Al punto che piuttosto che rivotare per certa gente, al netto degli spostamenti da sinistra e verso il centro, sono rimasti a casa o hanno votato per la Lega.

Da questo quadro, come la vedo io, emerge chiaro che il deficit del centrosinistra nei confronti dei propri elettori è soprattutto in termini etici, di questione morale, di coerenza. Sarà anche per questo che Berlusconi è maggioranza nel paese da 15 anni?
I nostri elettori non ci hanno più votato perchè non vedono più una classe dirigente, una coalizione, un partito, coerenti con i valori di giustizia sociale e voglia di futuro che sono due delle ragioni fondanti del centrosinistra.

Per questo io penso che chi ha sbagliato, in questi termini, deve pagare pegno, ammettere le proprie responsabilità e dire pubblicamente "ho sbagliato"!
Chi sedeva nei banchi del parlamento e ha votato per quell'indulto sciagurato, chi ha votato per i vari provvedimenti che via via hanno determinato la controriforma ceppalonica della giustizia, chi... basta sono stufo di ripetere sempre le stesse cose...

Solo ammettendo questi errori, rendendoli pubblici e dando dei segnali di chiara e netta inversione di rotta riusciremo a risalire una china difficile e faticosa. Ma la vedo dura, molto dura, almeno per il momento.

martedì 17 giugno 2008

Lettera aperta a Veltroni e Di Pietro


Qui di seguito trovate il testo di una lettera aperta inviata da Furio Colombo, Francesco Pardi e Giuseppe Giulietti ai due leader del PD e di IDV.

Nel merito della lettera non posso che condividere... mi resta però un retrogusto amaro perchè nei due anni della passata legislatura molto si poteva fare, invece si è assistito agli stessi tentativi di mettere il bavaglio alla magistratura per salvaguardare gli interessi di parte.

Un grave errore che gli elettori hanno giustamente punito. Un errore da non ripetere mai più.


Lettera aperta: le intercettazioni
Mariano Turigliatto - martedì 17 giugno 2008

domenica 1 giugno 2008

Apriamo le finestre!!!

Metto nero su bianco una bozza organizzativa che ho proposto per il circolo PD di Santa Rita Mirafiori Nord.
Il coordinamento, come dice la parola stessa, è un luogo dove si coordinano delle entità. E quali potrebbero essere le nostre entità? Alcuni gruppi "tematici" ai quali ogni componente del coordinamento, oltre a chi ha fatto il cammino finora pur senza essere stato eletto, si può aggregare liberamente secondo le proprie capacità, professionalità, interessi, ecc...
Compito di questi gruppi dovrebbe essere quello di elaborare delle proposte politiche sul proprio tema, proposte che poi sarà il coordinamento a fare proprie nei modi e tempi che si riterranno più opportuni.
Ma credo che la caratteristica fondamentale di questi gruppi tematici debba essere quella dell'apertura all'esterno, del costante contatto con la società, di uno stretto rapporto con il territorio.
Ogni gruppo sceglierà poi un portavoce che avrà il compito di riportare al coordinamento le proposte o le iniziative che potrebbero scaturire da questo coinvolgimento con le realtà del territorio.
Il coordinamento discute, elabora ed eventualmente approva (o no!) le eventuali iniziative pubbliche che ne potrebbero scaturire e se ne assume la partenità, il significato politico. Va da sè che il portavoce di ogni gruppo fa parte della segreteria (o direttivo, o come lo vogliamo chiamare) del coordinamento.
Accanto a questi gruppi tematici, poi, immagino delle entità di "staff". Penso ad esempio al gruppetto che ora si sta occupando di dare un significato alla sede e che una volta terminato questo compito potrebbe costituire il nucleo portante di un gruppo "organizzazione", con il compito di gestire la parte strettamente organizzativa delle eventuali iniziative poste in essere. Naturalmente questo non significa che quel gruppo si deve smazzare da solo tutta l'organizzazione del circolo!!!! Tutti si collabora!!!

martedì 27 maggio 2008

Grazie!

Grazie a tutti i cittadini che sono andati a votare domenica e che hanno sancito la nettissima vittoria della lista 1 che aveva come candidata coordinatrice Dina Bilotto.
I votanti sono stati 892, le schede nulle 14, i voti alla lista uno 793; voti alla lista due 85; eletti lista uno 46; eletti lista due 4.
Ora comincia un cammino di lavoro per tutto il territorio. Cammino per il quale c'è bisogno delle competenze, esperienze, saperi di tutti, sia di chi è stato eletto ma soprattutto di chi svolge tutti i giorni il proprio lavoro, il proprio impegno e che ha qualcosa da dire che va nella direzione della ricerca del bene comune.
Mille idee per un blog è a disposizione di tutti voi, per dare voce a questo.
Ancora grazie!

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