giovedì 2 dicembre 2010

Se Fassino deve essere, almeno che vinca le primarie.

Non sono dentro i giochi della politica torinese e non sono nemmeno un esperto del settore, però mi sembra che la corsa per il nuovo sindaco di Torino, nel campo che più mi sta a cuore, stia partendo nel peggiore dei modi.
Premetto di non avere niente di personale contro Fassino. Non è una questione di nome. Però ci sono degli elementi nella sua quasi certa designazione a candidato sindaco che proprio non mi vanno giù.
Mi auguro che gli amici che più di me sono dentro questo fantastico mondo possano darmi qualche delucidazione. Dandomi del cretino, se necessario, ma chiarendo una volta per tutte (e per tutti) i miei dubbi.

1. Pura e semplice questione anagrafica.
Il Chiampa finisce il suo mandato di sindaco all'età di 61 anni. Quindi il primo mandato l'ha iniziato a 51. Ora dovrebbe succedergli  una persona che di anni ne ha 62 (o giù di lì). Domanda: che visione del futuro può avere una persona di 62 anni che terminerà il suo mandato a 67? Può incarnare le aspettative di futuro dei giovani uno che potrebbe essere il loro nonno?
2. Questione di storia.
Fassino (ma, ripeto, lo stesso ragionamento vale per chiunque altro nella sua stessa condizione) è in politica da quanto.. quaranta anni? Allora, a prescindere, non sarebbe il caso di lasciare il posto a qualcun altro? Che immagine può dare il PD: di un partito che punta al futuro o di un partito che guarda al passato? Non potrebbe, il partito, chiedere a Fassino e a tutti i big nella sua stessa situazione, di mettere la loro esperienza, indubbia, a servizio di qualche volto nuovo?
3. Questione di apertura.
Mi viene in mente l'immagine dell'acqua che defluisce da una vasca da bagno... avete presente? Ad un certo punto crea un mulinello e viene risucchiata dallo scarico. Risultato: l'acqua sparisce dalla vasca. Quest'immagine mi sembra perfettamente calzante alla situazione del PD in questo momento.
Prima qualcuno dice: puntiamo su Profumo, perchè può attrarre la società civile. Almeno quella parte di società civile intenzionata ad impegnarsi e che vede i partiti (uno in particolare) come degli organismi che si stanno avvitando su se stessi, lontani dalla realtà, dilaniati dalle lotte intestine.
Poi succede che proprio le lotte intestine al partito fanno dire "ciccia" al Rettore del Poli.
Così quel barlume di apertura che si era intravisto con la richiesta a Profumo si chiude di brutto con la richiesta a Fassino: anzichè mettere il tappo alla vasca si allarga il buco dello scarico.
Ora, quella parte di società civile di cui sopra, non avrà tutti i suoi validi motivi per fare una pernacchia al candidato sindaco Fassino?
4. Questione di metodo.
Questa è quella che più di tutte le altre mi sta sul groppone. Niente primarie? Anche Profumo aveva posto questa condizione, che infatti era l'unica delle tre che non condividevo della sua ormai famosa lettera. Niente primarie. Ma stiamo scherzando? Vogliamo proprio buttare alle ortiche un'ottima occasione per sentire le idee che hanno da proporre le persone che si vogliono candidare a sindaco per il centrosinistra? Vogliamo gettare nella spazzatura un'occasione d'oro per incontrare la società, per collegarci ad essa, per interagire con essa e tirarne fuori un progetto condiviso per la governance della città nei prossimi anni?
Ma siamo matti?
 
Ecco, questi sono i dubbi che ho sulla scelta di Fassino a candidato sindaco di Torino. Ripeto ancora una volta: non è una questione di nome. Gli stessi ragionamenti varrebbero per tutti gli altri cosiddetti big nelle sue stesse condizioni.
Ma se alla fine della fiera sarà Fassino il candidato sindaco del cs, allora permettetemi di dire: che almeno vinca le primarie.

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