venerdì 3 giugno 2011

Referendum 12 e 13 giugno: io voto SI

Passata la sconvolgente tornata amministrativa, domenica 12 e lunedi 13 giugno 2011 saremo di nuovo chiamati ai seggi per esprimerci su quattro referendum.
Continuo a non capire il motivo per il quale questi quesiti non sono stati accorpati con i primi turni delle elezioni amministrative: avremmo risparmiato dai 300 ai 400 milioni di euro. Sono sicuro che questa scelta è stata fatta per alti motivi etici, non -come sostiene qualche puzzone di sinistra- per impedire il raggiungimento del quorum all'unico quesito che realmente interessa il nostro premier: quello sul legittimo impedimento. Ne sono certo. Come è vero che mi chiamo Antonio!
Ma torniamo ai quattro quesiti. Trattandosi di referendum "abrogativi", ci viene chiesto di abrogare delle norme (ma va? ;-). Quindi, chi vuole abrogare queste norme, deve votare SI.


Energia Nucleare
Il quesito, nella sostanza, chiede che venga abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".
E insieme a questo, ci viene chiesta l'abrogazione di tutta un'altra serie di decreti, leggi, articoli, ecc... a tema nucleare.
Il discorso su tutto il tema nucleare è molto complesso e bisogna affrontarlo senza pregiudizi. Per questo non mi dilungo in ulteriori parole e rimando questa pagina per qualche informazione aggiuntiva.
Quello che mi preme dire, però, è che voterò SI per tante ragioni, sopra alle quali troneggia una questione culturale: noi dobbiamo consegnare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto. Possiamo riempirli di debiti per costruire, mantenere e smaltire scorie di centrali nucleari? 
Il sole, il vento, l'idrogeno, l'acqua... queste sono le energie del futuro anche se da sole, ad oggi, non sono in grado di coprire l'intero fabbisogno energetico. Investiamo allora sulle energie alternative potenzialmente inesauribili, non buttiamo via i soldi nelle centrali nucleari, che una volta finito l'uranio vanno spente!

Acqua Pubblica
Qui i quesiti sono due: il primo sull'affidamento dei servizi idrici; il secondo sui costi dei servizi idrici.
Chi vuole approfondire può visitare questa pagina, dalla quale estraggo queste osservazioni.

Il privato gestisce il bene come imprenditore che per definizione vende un bene solo se ne trae un profitto. Il privato, per quanto sia in buona fede, deve sottostare alle logiche di mercato ed il suo punto di riferimento sono gli azionisti/investitori, non gli utenti.
L’imprenditore è inoltre interessato al profitto di breve periodo, incompatibile con le necessità di conservazione e di buona gestione sul lungo periodo.
In sostanza questa norma si crede porti ad aumenti perché se si chiede ai privati di investire, inevitabilmente devono rientrare dell’impegno finanziario e garantirsi un proprio reddito.
Dove sono subentrate le grandi società di gestione, l’efficenza delle reti non è migliorata mentre le tariffe sono aumentate.
Il problema dell’acqua non va tuttavia ideologizzato. Ci sono grossi interessi ed enormi somme di denaro in gioco. C’è pubblico efficiente e non, c’è privato efficiente e non, ci sono società miste efficienti e non. L’importante è mantenere l’acqua un bene primario pubblico, garantire una buona gestione del servizio ed offrire la migliore qualità alla minor tariffa possibile per i cittadini.
Interessante anche la posizione di Silvio Viale e dei Radicali Italiani, che solo sull'acqua invita a votare NO. Posizione interessante, ma che non mi convince: mi sembra evidente la necessità di impedire una privatizzazione selvaggia dell'acqua, della sua gestione. Per questo io andrò a votare SI ad entrambi i quesiti.

Legittimo Impedimento
Ed infine c'è il quesito che, secondo i ladri di automobili della sinistra, più interessa il premier.
Ecco una pagina nella quale farsi un'idea di quello che si va a votare.
Se la legge è uguale per tutti, a maggior ragione lo deve essere per chi rappresenta le più alte Istituzioni della Repubblica. Quindi non c'è impedimento che tenga per il premier e i ministri quando si devono presentare davanti ai magistrati.
Non aggiungo altro... se non che, ovviamente, andrò a votare SI.

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